Linee guida e ricette per un’alimentazione casalinga naturale, equilibrata e adatta alle esigenze del singolo animale.
Ultima revisione clinica: 29 luglio 2026
In una vecchia pubblicità, in mezzo al traffico di Milano, Ernesto Calindri beveva un Cynar e diceva: «Contro il logorio della vita moderna». Oggi i tempi sono serrati, ma ogni tanto dobbiamo fermarci e pensare alla salute nostra e dei nostri compagni di vita. Una particolare attenzione, per noi come per loro, va riservata all’alimentazione.
Da convinta sostenitrice della dieta casalinga, preparo per i miei pazienti razioni formulate in base alla specie, all’età, al peso, allo stato di salute e alle abitudini quotidiane.

Una doverosa premessa
Preparare una dieta casalinga per un cane o un gatto non richiede una cucina da laboratorio, ma non significa neppure mettere insieme alimenti a caso. La parte pratica può essere semplice; la formulazione, invece, deve rispettare fabbisogni precisi e diversi tra cane e gatto.
Il rapporto tra persone, cani e gatti è millenario e per gran parte della storia questi animali sono stati alimentati con cibi preparati in casa. Oggi disponiamo però di conoscenze più accurate sui nutrienti necessari, sulle differenze tra le specie e sulle esigenze legate alla crescita, all’età adulta, alla gravidanza, all’allattamento e alle malattie.
Gli alimenti commerciali completi hanno un vantaggio evidente: la comodità e una composizione nutrizionale standardizzata. Non sono però tutti uguali e non sono automaticamente la scelta migliore per ogni animale. Allo stesso modo, una dieta casalinga non è migliore per definizione: lo diventa quando è ben formulata, preparata con materie prime adatte, integrata correttamente e controllata nel tempo.
La mia preferenza per la dieta casalinga nasce dalla possibilità di conoscere gli ingredienti, adattare la razione al singolo paziente e osservare direttamente come risponde. Il punto non è contrapporre in modo ideologico “industriale” e “casalingo”, ma scegliere e gestire con competenza la soluzione più adatta a quel cane o a quel gatto.
Dieta casalinga per cani e gatti: 8 motivi per prenderla in considerazione
Propongo spesso la dieta casalinga come una possibilità concreta, soprattutto quando il proprietario è motivato a seguirla con precisione. I motivi principali sono questi:
- Controllo degli ingredienti. Sappiamo quali materie prime entrano nella ciotola e come vengono conservate e cucinate.
- Personalizzazione. La razione può essere adattata alla specie, all’età, al peso ideale, all’attività fisica, alle preferenze e alle eventuali patologie.
- Palatabilità. Molti animali mangiano volentieri alimenti freschi e con consistenze diverse.
- Apporto di acqua. Una razione casalinga ben preparata contiene normalmente molta più acqua di un alimento secco.
- Possibilità di variare. La varietà, quando prevista nella formulazione, riduce la monotonia e permette di utilizzare alimenti differenti senza perdere l’equilibrio nutrizionale.
- Adattabilità clinica. In alcuni pazienti è utile poter modificare con precisione proteine, grassi, fibre, sodio, fosforo o altri componenti.
- Trasparenza e monitoraggio. Quantità, ingredienti e risposta dell’animale possono essere registrati e corretti nel tempo.
- Partecipazione del proprietario. Preparare la razione può diventare un gesto di cura consapevole, purché non si trasformi in improvvisazione.
L’insidia principale è proprio questa: una dieta fatta in casa può apparire intuitiva anche quando non è completa. Per l’uso quotidiano e prolungato occorre partire da una ricetta formulata da un medico veterinario con competenze nutrizionali e seguirne quantità e integrazione. “Naturale” non significa automaticamente “bilanciato”.
Ingredienti e fabbisogni nella ricetta
Le quantità riportate in una ricetta sono calcolate su valori medi. Due animali della stessa specie, età e peso possono avere fabbisogni energetici diversi: uno può essere molto attivo, l’altro sedentario; uno può essere sterilizzato, l’altro no; uno può mantenere facilmente il peso, l’altro ingrassare con piccole variazioni.
Anche la composizione degli alimenti non è identica in ogni stagione e provenienza. Per questo, dopo l’introduzione di una nuova dieta, è utile controllare peso, appetito, feci, mantello e condizione corporea. Una pesata settimanale, eseguita possibilmente nelle stesse condizioni, aiuta a capire se la quantità giornaliera deve essere corretta.
Una dieta completa deve fornire, nelle giuste quantità e proporzioni:
- proteine e aminoacidi essenziali, in particolare da fonti animali;
- grassi e acidi grassi essenziali;
- energia, che può provenire da grassi e da fonti di amido ben cotte e adeguate alla specie;
- vitamine, minerali e microelementi;
- acqua e, quando utile, una quota appropriata di fibra.
Nel gatto, carnivoro stretto, le proteine animali e alcuni nutrienti specifici assumono un’importanza particolare. I carboidrati non devono sostituire la componente proteica e vanno utilizzati in quantità coerenti con la formulazione.
Regimi alimentari particolari
Dieta BARF
La dieta BARF utilizza carne, ossa, frattaglie, pesce o uova crudi. Personalmente non la consiglio.
Il primo problema è igienico. Gli alimenti crudi possono essere contaminati da batteri e parassiti capaci di provocare malattia nell’animale e nelle persone che manipolano il cibo o entrano in contatto con superfici, ciotole e feci. Il rischio è particolarmente importante nelle case con bambini, anziani, donne in gravidanza o persone immunodepresse.
Il secondo problema è nutrizionale. Una dieta cruda non è automaticamente completa e può contenere carenze o eccessi, soprattutto quando viene preparata senza una formulazione precisa. Anche l’uso di ossa comporta rischi di fratture dentali, costipazione, ostruzioni o lesioni dell’apparato digerente.
Non esistono vantaggi dimostrati tali da compensare questi rischi. Preferisco quindi utilizzare ingredienti cotti in modo adeguato, rispettando le normali regole di sicurezza alimentare. La cottura accurata riduce il rischio microbiologico; tempi e temperatura devono essere adatti al tipo e allo spessore dell’alimento.
Regime vegetariano e vegano
Le motivazioni etiche alla base di una scelta vegetariana o vegana meritano rispetto, ma non possono essere trasferite automaticamente agli animali.
Nel cane una dieta vegetariana può essere formulata, ma richiede particolare competenza e controlli accurati. Una dieta vegana è ancora più complessa e non dovrebbe essere improvvisata.
Nel gatto il problema è maggiore: è un carnivoro stretto con esigenze specifiche di aminoacidi, acidi grassi e vitamine. Non consiglio una dieta vegana per il gatto. Un’alimentazione incompatibile con i suoi fabbisogni può causare carenze gravi, anche se il pasto appare ricco e vario.

Sostituzioni e varietà degli ingredienti
Nelle ricette utilizziamo ingredienti reperibili, sostenibili per la famiglia e facili da preparare. La varietà può essere utile e piacevole, ma deve essere prevista e non affidata a sostituzioni casuali.
Pollo, tacchino, maiale, manzo, pesce e uova non hanno lo stesso contenuto di calorie, grassi, proteine e micronutrienti. Lo stesso vale per riso, pasta, patate, avena e altri cereali. Sostituire un ingrediente con lo stesso peso di un altro può modificare in modo importante la razione.
Piccole variazioni occasionali possono essere compatibili con una dieta ben impostata, soprattutto quando riguardano alimenti simili e sono già indicate nella ricetta. Le sostituzioni permanenti, ripetute o estese richiedono invece un ricalcolo.
Se non è disponibile una ricetta esattamente corrispondente al peso dell’animale, una ricetta vicina può servire solo come riferimento provvisorio. La quantità finale va adattata al peso ideale, alla condizione corporea e alla risposta del singolo soggetto. Le ricette generali non sono adatte a gravidanza, crescita, convalescenza, sottopeso, obesità o malattie senza una valutazione specifica.
Preparazione della razione
Quando si prepara una dieta casalinga è importante mantenere costanti ingredienti, pesi e metodo di cottura indicati nella ricetta.
Verdure
Le verdure possono apportare fibra e diversi micronutrienti. Vanno lavate, cotte quanto basta e tritate o schiacciate quando necessario. L’acqua di cottura può essere utilizzata nella razione se la ricetta lo consente.
Cipolla, aglio, porro ed erba cipollina non devono essere utilizzati perché possono essere tossici per cani e gatti. Anche altri alimenti comuni nella cucina umana possono essere inadatti: prima di aggiungere ingredienti non previsti è meglio chiedere.
Cereali e altre fonti di amido
Riso, pasta, avena, orzo, couscous, patate e altre fonti di amido devono essere ben cotti per migliorarne la digeribilità. Il peso indicato nella ricetta può riferirsi all’alimento crudo oppure cotto: questa distinzione è fondamentale e non va interpretata liberamente.
Carne, pesce e uova
Carne, pesce e uova devono essere freschi, conservati correttamente e cotti in modo adeguato. È preferibile cuocere separatamente le componenti quando hanno tempi diversi, evitando cotture eccessive ma assicurando che l’alimento sia sicuro.
Le ossa cotte non devono essere somministrate. Anche l’uso di ossa crude comporta rischi e non rientra nelle ricette VetModena.
Integratore e oli
L’integratore non è un’aggiunta facoltativa: nelle diete che lo prevedono serve a completare vitamine, minerali, microelementi e altri nutrienti che gli alimenti da soli non forniscono in modo affidabile.
Deve essere specifico per cane o gatto, adatto alla fase di vita e somministrato nella quantità prevista dalla ricetta. Non sostituire un integratore con un altro basandosi soltanto sul nome commerciale o sulla dose indicata in etichetta: le formulazioni possono essere molto diverse.
Gli oli devono essere dosati con precisione. Anche pochi grammi modificano l’apporto calorico e la quantità di acidi grassi della razione.
Mescolare gli ingredienti
Prima di servire, mescolare bene tutti gli ingredienti e l’integratore, così che l’animale non selezioni soltanto i bocconi preferiti. La razione giornaliera può poi essere suddivisa nei diversi pasti.
Frequenza dei pasti
Per la maggior parte dei cani adulti è preferibile suddividere la razione quotidiana in almeno due pasti. Cuccioli, soggetti molto piccoli, animali anziani o pazienti con esigenze particolari possono aver bisogno di pasti più frequenti.
Nei cani di taglia grande o gigante e nei soggetti predisposti alla dilatazione-torsione gastrica è prudente evitare un unico pasto abbondante, la voracità e l’attività fisica intensa subito prima o dopo aver mangiato. Il rischio è multifattoriale e va discusso con il veterinario.
Il gatto, per natura, tende a consumare numerosi piccoli pasti. La razione può essere suddivisa in più somministrazioni durante la giornata, compatibilmente con le abitudini della famiglia e con la necessità di controllare la quantità totale.
Conservazione degli alimenti preparati in casa
La dieta casalinga contiene molta acqua e non utilizza conservanti: deve quindi essere gestita con attenzione.
La razione preparata può essere conservata in frigorifero, ben chiusa, a una temperatura tra 0 e 4 °C. Come regola prudenziale è meglio consumarla entro due o tre giorni. Per periodi più lunghi, suddividerla in porzioni giornaliere e congelarla.
Etichettare ogni contenitore con data e contenuto. Scongelare in frigorifero, non a temperatura ambiente, e utilizzare la porzione entro breve tempo. Non ricongelare un alimento completamente scongelato.
Eliminare il cibo che presenta odore, colore o consistenza anomali o che è rimasto troppo a lungo fuori dal frigorifero. Ciotole, utensili e superfici devono essere lavati con cura.
Come effettuare la transizione alla dieta casalinga nel cane
Il passaggio deve essere graduale, soprattutto nei cani con intestino sensibile o abituati da molto tempo allo stesso alimento.
Prima di iniziare:
- utilizzare una ricetta completa e adatta al cane;
- pesare il cane e annotare il peso iniziale;
- preparare in anticipo gli ingredienti e l’integratore;
- stabilire la quantità giornaliera e il numero di pasti.
In molti cani la transizione può avvenire in circa una o due settimane:
- primi giorni: 25% dieta nuova e 75% dieta precedente;
- fase successiva: 50% e 50%;
- poi: 75% dieta nuova e 25% dieta precedente;
- infine: 100% dieta casalinga.
La velocità può essere rallentata se compaiono feci molli, vomito, calo dell’appetito o altri disturbi. Se i sintomi sono importanti o persistenti, interrompere la transizione e contattare il veterinario.
Dopo il passaggio completo, controllare peso e condizione corporea. La quantità calcolata è un punto di partenza: può essere necessario aumentarla o ridurla in base alla risposta dell’animale.
Peso ideale e condizione corporea
Prima di scegliere la quantità giornaliera è importante capire se il cane o il gatto è sottopeso, normopeso oppure sovrappeso. Nella guida dedicata spieghiamo come valutare la condizione corporea con il Body Condition Score attraverso l’osservazione e la palpazione.
Leggi: Peso ideale di cane e gatto, come valutare il BCS
Come abituare il gatto alla dieta casalinga
Prima del cambiamento è utile pesare il gatto due o tre volte, possibilmente nelle stesse condizioni, e registrare il valore. Durante la transizione il peso va controllato almeno una volta alla settimana.
Siate pazienti
Il gatto è spesso diffidente verso odori, sapori e consistenze nuove. I gatti giovani tendono ad adattarsi più facilmente, ma ogni soggetto ha tempi propri. Una transizione troppo rapida può provocare rifiuto del cibo o disturbi digestivi.
È utile passare da un’alimentazione sempre disponibile a pasti misurati e regolari, senza però provocare digiuno. La quantità totale deve restare adeguata e il gatto deve continuare a mangiare ogni giorno.
Se il gatto è abituato esclusivamente alle crocchette, il primo passaggio può essere verso un alimento umido completo. Si può iniziare offrendo una piccola quantità accanto al cibo abituale, senza mescolarla subito. In seguito, se viene accettata, si può aumentare gradualmente.
Non tutti i gusti e le consistenze sono graditi allo stesso modo. Meglio procedere con piccole prove, senza cambiare continuamente prodotto nello stesso giorno. Il cibo può essere servito leggermente tiepido per aumentarne l’odore, mai caldo.
Quando il gatto accetta l’umido, si può introdurre una quantità minima della razione casalinga: inizialmente anche mezzo cucchiaino, poi quantità progressivamente maggiori. Carne e componenti più appetibili possono essere introdotte per prime, ma la razione completa dovrà infine essere mescolata in modo uniforme.
Evitare di utilizzare abitualmente alimenti per bambini, brodi o preparazioni umane senza controllarne gli ingredienti: cipolla, aglio, sale e aromi possono renderli inadatti. Eventuali appetibilizzanti o probiotici devono essere scelti con il veterinario.
La transizione può richiedere settimane e, in alcuni gatti, anche più tempo. Non bisogna forzare il passaggio né trasformarlo in una prova di resistenza.
Importante: un gatto non deve digiunare. Se smette di mangiare, assume quantità molto ridotte o mostra nausea, abbattimento o altri sintomi, sospendere il tentativo e contattare rapidamente il veterinario. Il rischio è particolarmente rilevante nei gatti sovrappeso.

Riferimenti essenziali per la revisione
- AAHA, Nutrition and Weight Management Guidelines for Dogs and Cats, 2021.
- WSAVA, Global Nutrition Guidelines e strumenti per la valutazione nutrizionale.
- WSAVA Global Nutrition Committee, dichiarazione sui rischi delle diete a base di carne cruda.
- FDA Center for Veterinary Medicine, indicazioni sui rischi microbiologici degli alimenti crudi per animali.
- Merck Veterinary Manual, indicazioni aggiornate sulla dilatazione-torsione gastrica nel cane.
- National Research Council, Nutrient Requirements of Dogs and Cats, 2006.

