Le vaccinazioni nel gatto

Vaccinazioni nel gatto

Immunità e vaccinazioni nel gatto: cos’è un vaccino, come funziona e perché è importante vaccinare regolarmente il nostro gatto.

Un “vaccino”  è un preparato a base dell’agente patogeno nei confronti del quale si vuole conferire immunità. Esso deve essere in grado di stimolare la risposta del sistema immunitario ma non deve indurre malattia se non in forma blanda. A questo scopo i batteri o i virus (o parte di essi), di cui è composto, vengono inattivati (cioè uccisi) o attenuati (di solito li si fa crescere su cellule cui non sono adattati perché crescano in maniera stentata e siano quindi poco aggressivi).

Ogni qual volta un batterio od un virus penetra nell’organismo il sistema deputato a provvedere alla nostra immunità, lo analizza o, quando l’abbia già visto in precedenza lo riconosce, ed elabora oppure libera anticorpi specifici in grado di impedire il suo proliferare e quindi di espletare la sua azione patogena.

A differenza di quanto avviene nella specie umana nel gatto non si ha passaggio di anticorpi attraverso la placenta. Il sistema immunitario del gattino alla nascita è totalmente immaturo, svilupperà diventando via via più efficiente,  in progressione, a partire dalla sesta settimana. Come abbiamo detto gli anticorpi sono grosse molecole proteiche e, data la loro dimensione non sono in grado di attraversare la barriera rappresentata dalla placenta della gatta. Il gattino quando nasce è, dal punto di vista immunitario, come un foglio bianco; la natura ha provveduto le cose in modo che la gatta sia in grado di passargli il proprio corredo immunitario, nei primi giorni dopo la nascita, attraverso un particolare latte detto colostro. (Questo latte è più denso e vischioso proprio perché contiene molte proteine, gli anticorpi). Nei primi giorni dopo il parto l’intestino del gattino è più permeabile per consentire un assorbimento adeguato degli anticorpi ma la permeabilità massima si ha nelle prime otto ore dalla nascita per cui è basilare che in questa fase i cuccioli si alimentino adeguatamente. Detto questo risulta ovvio quanto sia importante fornire alla futura madre un solido corredo anticorpale che garantisca una corretta copertura della prole. E’ altrettanto chiaro che dato che gli anticorpi vengono elaborati in tempi non inferiori alle tre settimane e contro gli specifici agenti patogeni presenti in un certo ambiente, la gatta gravida non andrà spostata dal suo ambiente oltre questo limite di tempo.

Il gattino potrà essere vaccinato  a partire dalla sesta settimana. Il vostro veterinario adatterà il protocollo vaccinale a seconda dello stile di vita che il gatto farà da adulto e cioè se vivrà confinato in appartamento o sarà libero di uscire all’aperto, cosa che lo esporrà inevitabilmente al contatto con altri gatti ed anche con diversi agenti patogeni, e a seconda del rischio di incidenza delle diverse patologie nella zona in cui vivete. Gli interventi vaccinali di base saranno più d’uno, intervallati da tre-quattro settimane l’uno dall’altro, per sfruttare il fenomeno di “memoria immunitaria” di cui abbiamo parlato in precedenza. Cosa importante è che l’ultimo richiamo vaccinale si attui in prossimità dello scadere del terzo mese d’età, momento nel quale da un lato gli anticorpi derivanti dal colostro sono stati completamente smaltiti, e, dall’altro, la capacità di produrre  anticorpi “in proprio” è andata via via migliorando con il maturare dell’efficienza del suo sistema immunitario. Al terzo mese il sistema immunitario è perfettamente efficiente e funzionante.  L’immunità conferita dai vaccini è annuale per cui questi vengono richiamati alla scadenza. Le valenze vaccinali normalmente incluse nel piano delle vaccinazioni nel gatto in Italia sono:

  1. Panleucopenia Felina

  2. Rinotracheite Felina

  3. Calicivirus felino

  4. Leucosi felina

  5. Rabbia