Sterilizzazione della gatta

Sterilizzazione della gatta

La sterilizzazione della gatta e quando conviene farlo. Articolo divulgattivo sul ciclo estrale della gatta e le essenziali motivazioni per effettuare la sterilizzazione chirurgica in questa specie.

La sterilizzazione della gatta.

La convivenza fra uomo e gatto porta a volte a dover scendere a compromessi riguardo ai principi etici che ci governano, dato che spesso dobbiamo intervenire radicalmente nel tentativo di modificare alcuni comportamenti dell’animale, che potrebbero portarci all’esasperazione. Lo scotto del compromesso è in questo caso pagato quasi per intero dal gatto che vede alterata la sua natura, anche dal punto di vista fisiologico. Ciò non di meno anche il proprietario spesso si interroga (procrastinando) sulla necessità di questo intervento aumentando così la probabilità di centuplicare i rischi,  sanitari per l’animale e di belligeranza attiva in famiglia per noi. Uno dei casi più emblematici in tal senso è la necessità di dover ricorrere alla sterilizzazione della gatta femmina o alla castrazione per il maschio. Vediamo nel dettaglio perché farlo. La gatta è un animale poli estrale stagionale ad ovulazione indotta dal coito, vale a dire che, nelle stagioni propizie dell’anno andrà più volte in calore alternando a queste fasi periodi di pausa di pochi giorni.  L’accoppiamento, se avvenisse, bloccherebbe l’estro perché indurrebbe l’ovulazione, garantendo in questo modo le massime probabilità che la micia resti gravida e anche la nostra pace notturna. La gatta è un animale che ha un ciclo di veglia completamente inverso rispetto al nostro, quindi anche il massimo della sua attività di richiamo nei confronti dei gatti maschi, avviene prevalentemente durante la notte, con somma gioia nostra e del vicinato. Le manifestazioni estrali sono veramente insopportabili e anche chi di solito si fa scrupoli, tende a cedere di schianto. Una cosa che spesso si tralascia di spiegare è che, mancando l’accoppiamento, l’ovulazione non può avvenire, pertanto il follicolo, quella struttura che nell’ovaio contiene gli ovuli maturi e che produce gli ormoni responsabili delle manifestazioni estrali, resta attivo per tempi indefiniti e notti in cui nessuno chiude un occhio. La gatta nel periodo dell’estro, oltre ad essere noiosa ed appiccicosa come un cerotto, non mangia e si debilita e, quando il processo non venga arrestato, può diminuire di peso in maniera vertiginosa. Di fatto se  non siamo davanti ad una micia blasonata di cui vogliamo mantenere il corredo genetico, non le facciamo un piacere a non sterilizzarla perché la rendiamo schiava, a circolo vizioso, delle sue pulsioni procreative che non saranno mai soddisfatte. Fra i fattori a favore della sterilizzazione della gatta per via  chirurgica va annoverato il fatto, scientificamente comprovato, che la sterilizzazione, effettuata di preferenza in epoca prepuberale, cioè prima della comparsa del primo calore, comporta una riduzione significativa dei rischi di sviluppo di patologie tumorali a carico della mammella nei soggetti predisposti. E’ inoltre chiaro che la sterilizzazione, annulla completamente i rischi dello sviluppo di qualsiasi patologia a carico sia delle ovaie che dell’utero, dato che questi organi vengono asportati chirurgicamente.