Origini del cane

Lupo

Origini del cane: Potrebbe sembrare strano ma tutte le razze canine, dal minuscolo Chihuahua al massiccio Danese, discendono dallo stesso antenato, Il Lupo.

Origini del cane: Il cane domestico (Canis Lupus Familiaris), deriva geneticamente dal lupo grigio.

Per tanto tempo si è creduto, anche il fondatore dell’etologia contemporanea Konrad Lorenz era di questa opinione, che i cani domestici avessero due linee di sviluppo evolutivo distinte. Alcune razze, secondo questa teoria si sarebbero evolute a partire dal lupo, altre dallo sciacallo.  La smentita si è avuta grazie alla progressione nelle indagini genetiche, in particolare le indagini riguardanti il DNA mitocondriale che contiene le informazioni antiche sullo sviluppo di ciascuna singola specie, grazie alle quali si è potuto appurare che il Canis Lupus Familiaris, cioè il nostro cane domestico, deriva, inequivocabilmente, dal lupo grigio. Che nel corso dei millenni, poi, si possano essere verificate ibridazioni con lo sciacallo, giacché l’unione fra lupo e sciacallo genera ibridi fertili, non è cosa improbabile, nello stesso modo in cui avviene ibridazione fra lupi e cani domestici viventi allo stato brado in occasionali incontri quando la popolazione di lupi sia in calo demografico in un’area specifica. Resti di lupo addomesticato sono stati rinvenuti assieme a resti umani, di popolazioni di cacciatori raccoglitori che ne avvallano la convivenza, in una grotta in Siberia presso Razboinichya e risalgono a circa 15000 anni fa. Alcuni autori hanno ipotizzato che la domesticazione del lupo risalisse a molto tempo prima, si parla di 135000 anni fa ma purtroppo la grande glaciazione  che avvenne circa 20000 anni fa ha distrutto le eventuali prove a sostegno di questa, che resta quindi un’ipotesi. Ovviamente non conosciamo la storia esatta di come sia avvenuto l’avvicinamento fra uomo e lupo, ma ci pare che l’ipotesi più probabile sia che i lupi, spinti probabilmente dalla fame in un periodo di penuria di cibo, si siano avvicinati ai gruppi di uomini i quali, nutrendoli e vincendo le paure reciproche, hanno saputo in qualche modo riconoscere il vantaggio derivante dalla condivisione delle diverse peculiarità di ciascuna specie nella caccia e stipulando, di fatto, un patto di reciproco aiuto nel sostentamento del gruppo: una vera simbiosi in cui entrambe le specie lavoravano di mutuo accordo per garantirsi la sopravvivenza in situazioni estreme.  Queste ipotesi sono supportate da fatti sperimentali facilmente riproducibili anche ai giorni nostri, basti pensare a quanto capita con canidi selvatici orfani raccolti da cuccioli, per esempio le volpi, che diventano in poco tempo affabili e giocherellone come pechinesi, se allevate dall’uomo e spesso, purtroppo per loro, senza alcun timore nei confronti di questa specie. Il tempo affinché’ il primo gruppo di lupi sia stato domesticato deve essere stato abbastanza lungo, forse qualche diecina d’anni anche per via delle abitudini degli ominidi di allora che non essendo stanziali, non si fermavano  abbastanza in un posto popolato dal branco di lupi del luogo. La socializzazione quindi deve essere stata un processo lento e progressiva, sino a quando i lupi, forse, non si accodarono agli uomini nei loro spostamenti. Territorialità e capacità di cacciare coordinatamente in gruppo erano peculiarità di entrambe le specie e queste unite, moltiplicarono verosimilmente sforzi e risultati. La diversificazione avvenuta nei millenni che ha portato allo sviluppo delle innumerevoli razze canine che oggi conosciamo, è stata sicuramente frutto di una selezione in qualche modo determinata sin dall’origine dall’uomo, che probabilmente già allora avrà voluto potenziare alcune caratteristiche piuttosto che altre, come la velocità nell’inseguire la preda, la capacità di stanarla, il coraggio e l’abilità nella caccia, la territorialità nella difesa dell’accampamento e, perché’ no, la bellezza. Il cane ancestrale per eccellenza è ritenuto essere l’odierno Samoyedo che si pensa sia la razza più vicina a quella originaria, ben lontana per esempio dal chihuahua. Ma le modifiche dell’originario lupo non hanno coinvolto solo l’aspetto esteriore, spesso le variazioni sono veramente sostanziali, anche fisiologiche! Si pensi, per esempio all’alimentazione! L’originario lupo deve essere stato sostanzialmente un carnivoro stretto ma la lunga convivenza con l’uomo ha fatto sì che il nostro cane sia sostanzialmente un “quasi onnivoro”. I nostri cani sono in grado di nutrirsi con alimenti di diversa origine. In California, per esempio, branchi di cani rinselvatichiti hanno razziato, devastandole, intere coltivazioni di meloni. A dimostrazione di quanto detto si possono paragonare le dentature del lupo e del cane. Nel lupo i denti hanno mantenuto intatta la forma volta a dilaniare i muscoli delle prede mentre nel cane hanno acquisito una forma volta anche a triturare alimenti vegetali, inoltre nel cane l’intestino si è allungato in modo da consentire anche la digestione di alimenti non proteici adattandosi progressivamente alle nuove condizioni di vita.  La selezione vera e propria e la distinzione ed accreditamento delle varie razze canine resta tuttavia un processo che si è intensificato ed ha assunto una connotazione in qualche modo scientifica, negli ultimi due secoli, fino a trovare sede istituzionale a Londra nel 1873 dove venne fondato il Kennel Club che per primo definì standard di razza e regole univoche per le competizioni canine.

"LA MAGIA DEL LUPO" da Cronache Animali (RAI 2)