Il cane ideale

Steinlen Clinique Cheron dettaglio di cane

Il cane ideale: Analizziamo quali sono le opportunità di vita, e gestionali, con le quali possiamo affrontare la scelta del nostro amico. L’indole in primo luogo.

Come scegliere il cane ideale? Le razze canine riconosciute dai vari club accreditati, sono oltre 400 ed il popolo dei cinofili aumenta di giorno in giorno così come aumentano progressivamente le attività collaterali che ruotano attorno a questo mondo, ma che dico, attorno a questo universo! La professione veterinaria si sta evolvendo a ritmi sempre più veloci e le specializzazioni si fanno via via sempre più sofisticate, si incrementano tutti quei settori che rendono la convivenza uomo cane più agevole, in un sistema sociale complesso come quello in cui dobbiamo coabitare. E’ tuttavia fondamentale capire che, al di là del fatto che ad ogni problema, o quasi, si può porre rimedio, è ancora oggi valida la regola che è meglio non avere affatto il problema. La decisione di diventare i compagni di un cane, dato che comporta oneri e responsabilità a vita, almeno della durata della vita del cane intendo, deve essere consapevole, responsabile e matura. Non ci si può basare sull’aspetto estetico del cucciolo che indipendentemente dalla razza sarà certamente meraviglioso, senza tener conto del fatto che il cucciolo, o più in generale il cane, ha delle necessità, delle abitudini e delle attitudini che vanno rispettate e coltivate per rispondere alle sue esigenze caratteriali e comportamentali. Mio padre ha sempre sostenuto che un guinzaglio ha due estremità e che la prigionia, se così vogliamo chiamarla ma io preferisco parlare di legame, è biunivoca: tanto prendi e tanto dai. E prendi tanto! Se ben costruito il rapporto con un cane è quanto di più appagante, entusiasmante, carico emotivamente e divertente si possa immaginare. La cosa importante è avere le idee chiare dall’inizio e sapere riconoscere con umiltà quali siano le proprie capacità e i propri limiti. Per fare un esempio: io so che il mio “no” equivale ad una nota musicale, che sono lapidaria come un cuscino di piume e quindi sono consapevole che non potrei mai scegliere di convivere con cani volitivi, o addirittura prepotenti, senza correre il rischio di trovarmi nella posizione dell’omega lungo la linea gerarchica canina, assoggettata in toto al volere del mio cane: la mia indole è quella del setter inglese grasso. E’  emblematico, a questo proposito, quanto capitato ad un mio cliente che si è fatto turlupinare dalla bellezza di un Rhodesian Ridgeback, un cane usato in Africa per la caccia al leone (anche all’uomo in Sudafrica). Sai che gli fa  il “no!” di una deliziosa, elegante cittadina nonché fragile signora? Il Rhodesian è un cane definito distaccato, autorevole, dominante sino all’arroganza. Ad oggi la suddetta signora ha problemi anche solo se passeggia per la città perché il cane ha sfoderato  il suo istinto da killer e lo esercita su quasi tutti gli esseri viventi , bipedi, quadrupedi e Veterinari..

Quindi ora passiamo ad analizzare nel dettaglio quali sono le opportunità di vita, e gestionali, con le quali possiamo affrontare la scelta del nostro cane ideale. L’indole in primo luogo. Siamo in grado di imporci in maniera volitiva, non violenta, in modo che il cane ci veda come il cane alfa del branco? Abbiamo un nucleo familiare che è in grado di essere coerente sulle decisioni prese dal capobranco, scelto democraticamente con voto maggioritario del cane, in modo che il nostro amico abbia univoci indirizzi di comportamento e, se ciò non fosse, siamo così coerenti e motivati da seguire corsi che ci insegnino a rapportarci con un cane che altrimenti ci metterebbe le zampette in testa? E’ chiaro che se a tutte queste domande abbiamo risposto “no”, abbiamo eliminato un gran numero di razze canine “forti” che non fanno assolutamente al caso nostro, come i cani da Pastore del Caucaso, i Lupi Cecoslovacchi, i Maremmani-Abruzzesi, gli Alani, certe razze di terrier, alcune razze molossoidi come i Rottweiler, ma anche il buon Terranova, che è testone come un mulo, e che dobbiamo orientarci su cani più alla nostra portata. Abbiamo poco tempo a disposizione nell’arco della giornata  per portare fuori il nostro amico, magari facendolo anche sgambare in un’area per cani? In questo caso ci sono precluse tutte quelle razze dinamiche come il Border Collie, per esempio, o restando su razze di dimensioni più contenute, il Jack Russel Terrier. Vogliamo un cane placido, da compagnia, facilmente educabile e che si adatti con facilità anche alla vita in appartamento? Può non piacerci, ma il minaccioso Bull Dog è tra i cani più paciosi e tranquilli che esistano. Se non amiamo l’aspetto un po’ grottesco di questo cane possiamo ripiegare su cani come il Cavalier King Spaniel, il Carlino, lo Shi Tzu, il Barbone. Vogliamo che il nostro cane viva prevalentemente fuori all’aperto? Non potremo certo prendere un Cane Nudo Cinese ma dovremo orientarci su cani dal manto folto e con un’indole abbastanza indipendente con cui però poi dovremo misurarci. Quanto detto sin’ ora per farvi capire che l’estetica è solo un aspetto con  valenza da ritenere marginale per non incorrere nel rischio che la convivenza diventi difficile, se non addirittura impossibile, facendo soffrire sia noi che il nostro cane. Un esempio eclatante di quanto sto dicendo si è verificato dopo entrambe le  edizioni del film della Disney, la carica dei 101, in cui a seguito di un picco nelle adozioni di cani Dalmata, si è avuto un aumento esponenziale dei loro abbandoni presso i rifugi. Il Dalmata è infatti un cane di non sempre facile gestione.

Concludendo, il cane è un essere vivente, dotato di sensibilità, sentimenti, desideri, passioni, credo che ogni vita sul pianeta abbia lo stesso diritto e vada salvaguardata con pari impegno,  e questo è ancor più vero se siamo noi stessi a scegliere di interagire con essa, per cui non si può e non si deve sbagliare. Bisogna decidere di prendere un cane con lo stesso senso di responsabilità con cui si decide di avere un bambino (ed un cane resterà un po’ bambino per sempre). Un ultimo pensiero va a chi decide di prendere un cane da un rifugio. A meno che non sia un cucciolo, un cane che ha avuto l’esperienza della strada, e chissà che altro, e poi quella dell’ “istituzionalizzazione” nel canile, e sappiamo che non tutti sono dei modelli di efficienza, igiene e condizioni di vita, ha spesso visto e vissuto “cose che solo noi umani possiamo immaginare e fare”. Chi prende un cane così  deve avere una pazienza da certosino sino al momento in cui non riuscirà ad infrangere le barriere di diffidenza paura e spesso dolore antico che il cane si è costruito. Quando però alla fine ciò accadrà, ed accadrà, sarà un compagno per sempre e per sempre colmo di gratitudine ed amore.

Nella scelta del vostro cane ideale aiutatevi  con la consultazione di libri monografici sulla razza o sulle razze che vi piacciono, visitate i siti dell’E.N.C.I.  (Ente Nazionale Cinofilia Italiano) che hanno schede con tutti gli standard, sentite il parere del vostro veterinario ed eventualmente di un comportamentista o di un addestratore ed andate a visitare gli allevamenti. Ricordate poi che la selezione delle varie razze, spesso molto spinta, ha comportato una maggiore incidenza, in alcune di queste, di patologie genetiche trasmissibili scegliete quindi allevamenti che vi garantiscano di essere indenni, per quanto possibile, da tare genetiche.