Cimurro: Non esistono predisposizioni di razza o sesso ma i giovani, gli immunodepressi, i cani non vaccinati sono più suscettibili di contrarre questa malattia infettiva virale.
Cimurro

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Cimurro: Non esistono predisposizioni di razza o sesso ma i giovani, gli immunodepressi, i cani non vaccinati sono più suscettibili di contrarre questa malattia infettiva virale.

Il Cimurro è una malattia infettiva sostenuta da un virus che appartiene alla stessa famiglia cui fà parte quello del morbillo umano (Paramyxovirus- Morbillivirus). Si tratta di una patologia altamente contagiosa. Nel 1988 abbiamo assistito ad un’immensa epidemia di cimurro, sostenuta da uno stipite virale mutato, in seguito alla quale sono stati modificati i vaccini d’uso corrente per rispondere alla variabilità dell’agente.

Animali colpiti

Oltre al cane il virus è in grado di infettare tutti i canidi selvatici, i mustelidi (furetto, visoni, procioni) ma anche panda ed elefante. Non esistono predisposizioni di razza o sesso ma i giovani, gli immunodepressi, i cani non vaccinati sono più suscettibili di contrarre la malattia. Il virus è un virus “epiteliotropo”, cioè colpisce gli epiteli, vale a dire i tessuti di rivestimento di molti organi ed apparati, perciò la sintomatologia è quanto mai polimorfa per quanto i sintomi spesso siano riconducibili principalmente ad una grave affezione delle vie respiratorie con polmonite.

Cimurro canino

Foto: CDC

Come si trasmette

La via di trasmissione dell’agente è per lo più la via aerogena, cioè il virus viene emesso con le secrezioni dell’albero respiratorio (aerosol), dilagando quindi molto velocemente nell’ambiente perché veicolato anche a distanza, ma può essere emesso anche con le feci, le urine e, generalmente con tutti i fluidi corporei. Anche a guarigione avvenuta i cani continuano ad eliminare virus per parecchi mesi.

Quali sono i sintomi?

I sintomi sono caratterizzati da uno stato febbrile che una volta risolto si è seguito da una altro episodio di febbre cui si accompagnano i primi sintomi respiratori con starnuti, scolo nasale muco purulento, congiuntivite, ulcere corneali, vomito diarrea, sintomi cutanei fra cui dermatite ed ispessimento della cute sui cuscinetti plantari e nella zona del tartufo. Compaiono spesso anche sintomi neurologici dovuti probabilmente ad una forma patologica immuno-mediata che determina alterazioni nel rivestimento del tessuto nervoso. I sintomi neurologici più frequenti sono crisi convulsive sia generalizzate che focali, come per esempio la forma di masticazione a vuoto detta “chewing-gum fits”. Possono comparire anche comportamenti anomali come movimenti rotatori di maneggio o torsioni anomale del capo. Nel caso che la patologia sia stata contratta prima dell’eruzione dei denti definitivi, ed il cane sia sopravvissuto, questi possono presentare anomalie dello smalto o possono non erompere affatto. Tanto più si protrae la patologia, tanto più è probabile che si manifestino i sintomi neurologici, che possono comparire anche a distanza di mesi dalla scomparsa dei sintomi. La mortalità è molto alta.

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Erika De Filippo Veterinario Specialista Modena

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