Cani di razza: quali problemi di salute?

Cani di razza esposizione

Dando  per scontato che tutti i cani sono fantastici e adattabili, vi sono differenze dal punto di vista medico fra i cani di razza e i meticci?

Giunti, finalmente, alla decisione  “vogliamo prendere un cane”, la domanda che ci dobbiamo porre è se il nostro candidato ideale debba essere un cane di razza oppure, più semplicemente, un  soggetto appartenente alla gloriosa e più popolosa famiglia dei cani di incerta stirpe. E’ ovvio che il dilemma non sussista se intendiamo diventare proprietari di un animale  a fini riproduttivi, o da adibire a mansioni specifiche (cani da salvataggio, da slitta, da caccia e da lavoro in generale) oppure se desideriamo un esemplare che corrisponda esattamente a rigidi requisiti estetici …“ lo voglio uguale a quello della pubblicità” (è questo il caso in cui di solito si commettono più errori). Quali che siano le motivazioni personali,  dando  per scontato che tutti i cani sono fantastici e adattabili a ogni stile di vita che li comprenda, tuttavia, e li rispetti, è giusto considerare la questione anche da un  punto di vista “clinico”.  La domanda da porsi  è, in questo caso, se vi sono differenze dal punto di vista medico fra i soggetti di razza e i meticci. E’ più  longevo e robusto un bastardino o un cane altolocato munito di pedigree? In altri termini, ci chiediamo se il processo di selezione artificiale da noi attuato nel processo di  creazione, evoluzione e standardizzazione delle varie  razze, per alcune ancora in corso, abbia  avuto un effetto favorevole  sulla salute dei soggetti così selezionati.

Cani di razza esposizione bassotto

La selezione artificiale  attuata dall’uomo si basa sulla scelta dei riproduttori che manifestano uno o più caratteristiche che vogliamo trasmettere e “fissare” nella loro prole. La selezione attuata dall’uomo è quasi antica come il rapporto che intercorre fra lui e il cane: anche nell’antichità, infatti, si selezionavano cani con particolari attitudini (corsa, caccia, riporto di prede) e si basa sugli stessi principi cioè far incrociare fra loro cani con particolare talento in una di queste mansioni, acquisite dall’animale per caso o per esperienza. Possiamo dire, quindi, che la selezione umana si somma a una selezione operata dal caso e dall’evoluzione, in qualche modo, forzandola.

Come noi oggi, anche l’ancestrale umanoide da cui discendiamo, poteva notare che  certi caratteri dei figli ricalcavano  caratteri presenti nei loro  genitori. Di certo non occorre essere particolarmente ferrati in genetica per poter affermare “hai gli occhi di tua madre” oppure “ sei disordinato come tuo padre”: chiunque lo può dire senza dover per forza conoscere la storia del signor Mendel, sulle piante di piselli. Possiamo immaginare che il nostro antenato ominide sia rimasto colpito da una particolare attitudine alla caccia di una certa cagna e che, accoppiandola con un  esemplare maschio particolarmente veloce nella corsa, sperasse di poter trasmettere queste due caratteristiche favorevoli ai loro cuccioli. Favorendo l’accoppiamento fra due individui prescelti, il nostro antenato operava una prima selezione genetica: questa veniva poi ripetuta, quando fosse stato soddisfatto dei risultati, facendo accoppiare genitori e figli o fratelli in modo da non perdere l’attitudine ricercata. Questo metodo di selezione spinta è noto oggi come  “accoppiamento in consanguineità”, “inbreeding” in inglese.

Cani di razza: le conseguenze della selezione

Gli accoppiamenti in consanguineità presentano alcuni  vantaggi come ad esempio la possibilità di fissare più velocemente i caratteri nella prole ma molti, molti svantaggi.  Quando si fanno accoppiamenti preferenziali fra individui che sono fra loro più vicini, dal punto di vista genetico, rispetto alla media della popolazione, si ottengono individui più uniformi fra di loro, e sicuramente aumenta la probabilità di trasmettere ai discendenti e di fissare nel gruppo certe caratteristiche  . Il risultato è quello noto e cioè che i cani di razza Dalmata somigliano fra  loro più di quanto somiglino ad un Bassotto. In fin dei conti è ciò che vogliamo, è quello che cerchiamo quando acquistiamo un “Dalmata” o un qualsiasi altro cane di razza: deve corrispondere a un certo specifico identikit estetico e funzionale.

D’altro canto la maggiore uniformità genetica che si ottiene con una selezione spinta comporta anche diversi importanti svantaggi,   che esemplificheremo elencandoli per punti.

  • Un minore “vigore” genetico, che, di fatto, si manifesta in una minore resistenza e vitalità.
  • Una minore fertilità
  • Un aumento di difetti alla nascita
  • Un accorciamento nell’aspettativa di vita
  • Un aumento nella frequenza di malattie genetiche
  • Un abbassamento nella consistenza numerica delle cucciolate
  • Un aumento nella mortalità fra i neonati

Senza voler entrare troppo nei meccanismi genetici che determinano questi evidenti e ormai assodati svantaggi, si può  dire che la selezione, specialmente quella in consanguineità, abbassa la variabilità genetica (aumenta la frequenza di omozigoti), esemplificando possiamo dire che fissiamo da un lato le caratteristiche positive ma rinforziamo anche quelle negative .Il tabu’ dell’incesto nasce sostanzialmente da osservazioni in quest’ambito, pensiamo a tutte le patologie sviluppate dalle famiglie reali, il cui sangue non si ricambiava mai, come l’emofilia, per esempio. Gli animali in natura si proteggono dalle possibilità di inincrocio grazie a strategie comportamentali. I branchi di lupi si separano, per esempio, i gatti maschi generalmente si spostano di quando in quando da un areale a un altro e così via. Gli Allevatori sono perfettamente consapevoli  di questo fatto e sanno anche che fare una buona selezione, ovviamente non consente guadagni facili e rapidi come quelli che otterrebbero se si facessero tentare dalla facile via della selezione in consanguineità,  ma porta sicuramente alla selezione di stirpi più longeve e sane.

Esposizione canina westminster 1897

La salute dei cani di razza: cosa dice la ricerca?

In un ottimo lavoro di ricerca del dipartimento di Scienze Animali, Università della California-Davis, i ricercatori hanno preso in esame, fra il 1995-2010, ben 27.254 casi di cani con l’intento di valutare e comparare la frequenza  di difetti ereditari fra quelli di pura razza rispetto a quelli  meticci. Oltre a difetti ereditari comuni a entrambi i gruppi, lo studio ha reso evidente una maggiore frequenza, fra i cani di razza, di almeno 10 patologie ereditarie fra cui la cardiomiopatia dilatativa, la displasia del gomito, la cataratta e l’ipotiroidismo. Fra i meticci vi era una sola patologia a frequenza maggiore: la rottura del legamento crociato anteriore.

Quindi niente cani di razza?

Per nulla al mondo! Bisogna però essere consapevoli che a ogni scelta corrisponde un onere diverso. Prove ne siano i premi assicurativi delle assicurazioni sanitarie per i nostri animali che, nel caso di cani di razza sono molto più costose rispetto a quelle dei meticci, da un lato per il costo base dell’animale in se’ e dall’altro per la frequenza di eventi patologici che, nelle razze  selezionate sono più frequenti e se lo dice un assicuratore….

Se detto questo doveste preferire un cane di razza, sceglietelo per benino, in un allevamento riconosciuto e con solida reputazione. Un allevatore serio  sarà orgoglioso di mostrarvi, pedigree alla mano, che gli accoppiamenti che hanno dato alla luce quel meraviglioso cucciolo di cui diventerete i compagni, hanno preso in giusta considerazione tutti i rischi ereditari connessi alla selezione mantenendo ottimali  valori dei coefficienti ereditari del caso (COI, AVK).

Conoscere per tempo le vulnerabilità di una particolare razza canina, oggi valutabile anche con l’ausilio di test genetici, vi permetterà di attuare un piano di prevenzione mirata  per consentirvi di godere per lunghi anni della compagnia di un sano, bello, altolocato cane di origine certificata.

Referenze:

  1. Prevalence of inherited disorders among mixed-breed and purebred dogs; Journal of the American Veterinary Medical Association  https://avmajournals.avma.org/doi/abs/10.2460/javma.242.11.1549
  1. Although Purebred Dogs Can Be Best in Show, Are They Worst in Health? Scientific American https://www.scientificamerican.com/article/although-purebred-dogs-can-be-best-in-show-are-they-worst-in-health/
  1. Health of purebred vs mixed breed dogs: the actual data; The Institute of Canine Biology http://www.instituteofcaninebiology.org/blog/health-of-purebred-vs-mixed-breed-dogs-the-data
  1. Breeds With the Best Pet Insurance Rates; The North American Pet Health Insurance Association (NAPHIA) https://naphia.org/news/breeds-with-the-best-pet-insurance-rates/