La chimica degli Omega 3 ed Omega 6, le loro funzioni, le fonti naturali che le contengono e le modalità per impiegarle correttamente nell’alimentazione del cane e del gatto.
Omega 3 Omega 6 nel cane e nel gatto

Tabella dei Contenuti

Acidi grassi essenziali Omega 3 ed Omega 6 nel cane e gatto

La carenza in acidi grassi essenziali nella dieta provoca innumerevoli e gravi patologie sia nel periodo neonatali che nell’adulto. Questo articolo spiega la natura chimica di queste importantissime sostanze, le loro funzioni, le fonti naturali che le contengono e le modalità per impiegarle favorevolmente nell’alimentazione del cane e del gatto.

Cosa sono i grassi?

I grassi  (sinonimi lipidi, olii) sono un esteso ed eterogeneo gruppo composti organici ad altissimo tenore energetico che hanno in comune la caratteristica di essere insolubili in acqua e di contenere acidi grassi. Assieme alle proteine ed ai carboidrati i grassi fanno parte delle tre classi di macro nutrienti che costituiscono gli alimenti.

A temperatura ambiente i lipidi si possono presentare sia in forma solida (grassi), che in forma liquida (olii). Olii e grassi possono essere di derivazione animale o vegetale. Esempi di grassi di origine animali sono il burro, lo strutto, il lardo ed il sego, mentre la margarina è un grasso vegetale. L’olio di pesce è chiaramente di derivazione animale mentre quello di semi vari e di oliva sono di derivazione vegetale.

Burro

A cosa servono i grassi ?

I grassi svolgono importanti funzioni nell’organismo:

  1. Fonte energetica: a parità di peso i grassi apportano più del doppio (x2.25) delle calorie rispetto ai carboidrati (zuccheri) ed alle proteine.
  2. Ruolo costitutivo: la parete cellulare è costituita in buona parte da lipidi. I depositi energetici dell’organismo sono costituiti essenzialmente da tessuto adiposo che funge anche da ammortizzatore meccanico e da coibente termico nei confronti dell’ambiente.
  3. Ruolo funzionale: acidi grassi e loro derivati agiscono nei fenomeni infiammatori, nella trasmissione degli impulsi nervosi, nella coagulazione, nella regolazione del senso della fame, migliorano il sapore e l’odore dei cibi. Consentono inoltre l’assorbimento intestinale di sostanze che si sciolgono solo nei grassi come le Vitamine  liposolubili = A, D, E, K.

Caratteristica comune a tutti i lipidi è quella di contenere “Acidi grassi”. Gli acidi grassi si dividono a loro volta in acidi grassi saturi, molecole molto stabili prive di doppi legami, ed in acidi grassi insaturi che sono invece molecole più reattive contenenti uno o più doppi legami.

Acido grasso saturo insaturo

Chimica in pillole:

Un acido grasso generico è costituito da una “testa” a valenza acida ( gruppo carbossile –COOH ) e da una “coda” più o meno lunga formata da atomi di carbonio e di  idrogeno (Figura). Negli acidi grassi cosiddetti “saturi”, gli atomi di carbonio formanti la coda sono uniti fra di loro da un legame singolo mentre negli acidi grassi “insaturi” vi è almeno un legame doppio fra due atomi di carbonio adiacenti.  Un acido grasso “monoinsaturo” contiene un solo doppio legame . Un acido grasso “polinsaturo” possiede 2 o più doppi legami . La coda termina con un gruppo chiamato metile (-CH3). Nella numerazione “Omega”, si contano gli atomi di carbonio a partire dal gruppo metile. Nella classe degli acidi grassi “Omega 3” il primo doppio legame della coda unisce l’atomo di carbonio in posizione c3 con quello in posizione 4. Similmente, nella classe degli acidi grassi “Omega 6”, il primo doppio legame unisce gli atomi di carbonio in posizione c6 e 7.

Acido grasso alfa linoleico

Acidi grassi essenziali

Alcuni acidi grassi, come accade per alcuni aminoacidi, sono detti “essenziali”  e cioè non possono mancare nella  razione alimentare perché l’organismo o non è affatto in grado di produrli o non è in grado d produrli in quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno. Gli acidi grassi essenziali appartengono al gruppo chimico degli acidi grassi insaturi.

Acidi grassi essenziali per il cane e per il gatto

Cane e gatto hanno bisogno dei seguenti acidi grassi insaturi essenziali:

  1. Acido Linoleico (AL) che è la fonte degli acidi grassi Omega 6. Sintetizzato dai vegetali
  2. Acido Alfa Linolenico (ALA) che è la fonte degli acidi grassi Omega 3. Sintetizzato dai vegetali
  3. Acido Arachidonico (AA) : è un Omega 6 che viene sintetizzato dagli animali a partire dall’Acido Linoleico. Questa sintesi risulta insufficiente nel gatto, specie per la quale l’Acido Arachidonico è considerato essenziale.
Fonti di Acidi grassi essenziali
  1. Acido linoleico (AL): l’olio di cartamo (73%), l’olio di mais (55%), il grasso di pollo (22%),il lardo (18%), l’olio di semi di lino (14%).
  2. Acido alfa linolenico (ALA): abbonda nel pesce ed in alcuni olii vegetali quali l’olio di canola, di soia, di lino, di canapa, noci ed altri.   
  3. Acido Arachidonico è principalmente presente nell’olio di pesce (20-25%). Il lardo ed il grasso di pollo ne contengono solo l’1%.

I grassi, oltre che funzioni strutturali, espletano anche una vastissima serie di funzioni metaboliche. La loro carenza nella dieta provoca innumerevoli patologie a carico della cute e della sfera riproduttiva sino alla comparsa di patologie neonatali che conducono inevitabilmente a morte i cuccioli. Anche nell’adulto una carenza che si prolunghi nel tempo può comportare patologie gravi  se non mortali.  Le alterazioni più evidenti, spesso le prime ad insorgere, sono quelle a carico della pelle e sono dermatiti, (infiammazioni della cute) spesso complicate dall’azione di batteri verso i quali risulta diminuita la resistenza, otiti (infiammazioni dell’orecchio), ritardi nei processi di cicatrizzazione delle ferite, secchezza della cute e presenza di forfora, opacità del mantello ed in generale scadimento delle condizioni generali dell’animale.

Anche un eccesso in acidi grassi essenziali, o comunque in acidi grassi insaturi che, come abbiamo visto sono più reattivi dal punto di vista chimico, può condurre a patologie importanti, per cui non si deve incorrere nell’errore di pensare che “è meglio abbondare”  e vale il discorso che faremo in seguito in merito agli omega 3 e omega 6.

La quota calorica fornita dai grassi è molto importante: come già detto, essi forniscono più del doppio delle calorie rispetto a zuccheri e proteine, con un ingombro minimo sul volume dell’intera razione, per cui in tutte quelle situazioni in cui vi sia la necessità di aumentare l’apporto energetico della dieta, o l’appetibilità, si ricorre principalmente a questa fonte alimentare.

Acidi grassi Omega 3 EPA e DHA

Gli Omega 3  EPA e DHA

Gli omega 3 EPA e DHA (rispettivamente acido eicosapentaenoico ed acido docosaesaeonico) , di cui si sente tanto parlare e di cui ormai molti alimenti sono arricchiti, sono acidi grassi polinsaturi che derivano dall’acido linoleico e che sono fondamentali costituenti per esempio del sistema nervoso centrale. Il processo che porta alla produzione di questi acidi grassi avviene nel fegato a partire dall’ Acido  linoleico. Quando il fegato non funziona a dovere tali acidi grassi non vengono prodotti nella giusta quantità per cui devono essere integrati direttamente con la dieta. EPA e DHA sono considerati acidi grassi “Essenziali Condizionali” nel senso che sono tassativamente richiesti in particolari condizioni quali la gravidanza, la lattazione  e nella prima fase della crescita. In queste fasi , la loro produzione autonoma da parte dell’animale risulta insufficiente ed è quindi essenziale integrarli nella razione. Nelle restanti fasi della vita la loro aggiunta alla dieta è facoltativa, attenendosi ai dosaggi  consigliati per la specie ( vedi oltre ).

Tonno fonte omega 3

Fonti di EPA e DHA

La fonte principale di questi Omega 3 è rappresentata dai prodotti ittici, specialmente in quelli a maggiore contenuto in grassi:

  1. Arringa, Salmone Sgombro e Tonno risultano particolarmente ricchi con contenuto medio in EPA+DHA per 100 gr di pesce cotto che va da 1180 mg (milligrammi) ad oltre 1770 mg in rapporto alla varietà, provenienza e tipo di alimentazione dell’esemplare ( selvatico o di allevamento).
  2. Sardine, Trota, Pesce Spada, Ostriche e Cozze sono anch’essi ricchi, con valori di EPA+DHA che vanno da 600 a 1200 mg per 100 gr di prodotto cotto.
  3. Merluzzo, Scorfano, Cernia, Vongole, Granchio, Astice, Aragosta, ne contengono da 235 a 600 mg per 100 gr di prodotto cotto.
  4. Infine, Gamberetti, Pesce Gatto, Surimi, sono esempi di prodotti ittici e loro derivati a basso contenuto in EPA+DHA, minore di 235 mg per 100 gr di prodotto cotto.

Quanto Omega 3 dare al cane/gatto? Attività e dosaggio consigliato di EPA e DHA

Gli effetti benefici degli Omega 3 contenuti nell’olio di pesce sono noti da tempo. Sono però altrettanto noti alcuni spiacevoli effetti collaterali dovuti ad un eccesso di integrazione della dieta, ragione per cui occorre non superare le quantità massime consigliate. La quantità degli Omega 3  EPA e DHA  da somministrare al cane ed al gatto varia a seconda della malattia da trattare. Le dosi d’impiego elencate di seguito rientrano con ampio margine di sicurezza nel range massimo consigliabile:

  1. Cani : 50-75mg per Kg di peso di EPA+DHA al giorno per la maggior parte delle patologie tranne per alcune patologie specifiche in cui dovranno essere aumentate (es. patologie renali ed osteoarticolari)
  2. Gatti: 30-50 mg per Kg di peso di EPA+DHA al giorno per la maggior parte delle patologie tranne quelle in cui, come per il cane, dovranno essere aumentate (es. patologie renali ed osteoarticolari)

Il dosaggio massimo utilizzabile scevro da effetti collaterali di  EPA+DHA è stato determinato  per il cane dall’ NRC (National Research Council ) in 370mg X Peso corporeo0.75. Nel gatto non si dispone ancora di tale dato.  

N.B. Per elevare il peso corporeo ad una potenza come 0.75, usate una “calcolatrice scientifica”, inserite il numero di Kg di peso, pigiate il tasto di funzione Xy, ed inserite la potenza richiesta, in questo caso 0.75. Il peso in Kg elevato 0.75 è il “peso metabolico” dell’animale. Per non complicarvi  la vita vi spiegheremo in altra sede di che si tratta.

Sovradosaggio:

Abbiamo detto che un eccesso di EPA+DHA nella dieta può far insorgere effetti collaterali negativi. E’ pertanto necessario sentire il parere del veterinario prima di impiegare dosaggi prossimi o addirittura maggiori rispetto al limite superiore visto in precedenza  che, per darvi un’idea, in un cane di 10 Kg corrisponde a 2080 mg di EPA+DHA al giorno. L’integrazione della dieta con  EPA+DHA  deve necessariamente  tenere conto della loro quantità negli alimenti in particolare se si ricorre a diete casalinghe a base di prodotti ittici che ne presentano alte concentrazioni.  Ricordiamo poi che in commercio esistono diete preconfezionate formulate per supportare le terapie per specifiche patologie ( dermatologiche, cardiache, renali, osteoarticolari)  che sono integrate  con EPA e DHA secondo quanto prescritto .  Sulla confezione del prodotto o sul sito del produttore  dovrebbe essere specificato l’ammontare della integrazione con EPA e DHA . Nel caso in cui caso facciate uso di integratori a base di Omega 3 non specificatamente formulati come integratori veterinari, poi, dovrete assicurarvi che il loro contenuto in EPA+DHA non superi il limite massimo consigliato.

Olio di pesce

 

Effetti benefici degli  Omega3  EPA e DHA

  1. Malattie della cute: controllo delle alterazioni a carattere infiammatorio (Dermatiti) della cute, controllo del prurito e delle lesioni derivanti dal grattamento, azione favorevole sulla qualità del manto. Il dosaggio impiegato di EPA +DHA è di circa 125 mg X Peso corporeo0.75 ( per un cane di 10Kg corrisponde a 703 mg)
  2. Malattie cardiocircolatorie: riduzione dei sintomi cardiocircolatori in animali affetti da insufficienza cardiaca, riduzione della tendenza alla fibrillazione atriale, mitigazione delle aritmie cardiache, miglioramento dell’appetito in animali con insufficienza cardiaca cronica o da malattie cachettizzanti di diversa natura. Il dosaggio impiegato è di 115 mg X peso corporeo0.75 (per un cane di 10 Kg corrisponde a 647 mg)
  3. Malattie renali : riduzione dei sintomi connessi all’insufficienza renale quali la perdita di proteine con le urine, l’ipertensione e l’infiammazione renale con un dosaggio EPA + DHA di 130 – 140 mg X Peso corporeo 0.75 (per un cane di 10 Kg corrisponde a 731-787 mg). Il dosaggio consigliato per un gatto con insufficienza renale cronica è di 112mg di EPA+DHA per Kg di peso corporeo 0.75 . ( per un gatto di 4 Kg corrisponde a 317 mg al giorno)
  4. Osteoartrite e patologie articolari: controllo dell’infiammazione, alleviamento del dolore, miglioramento mobilità. Il controllo delle patologie infiammatorie scheletriche richiede un dosaggio maggiore EPA+DHA, da 230-370 mg X Peso corporeo 0.75 (per un cane di 10 Kg corrisponde a 1293- 2080 mg al giorno). La dose consigliata per il gatto con patologia osteoarticolare cronica è di 120mg di EPA+DHA per Kg di peso corporeo0.75 ( per un gatto di 4 Kg corrisponde a 340 mg al giorno)
  5. 5. Iperlipemia primaria ( eccesso di grassi nel sangue): Oltre all’impiego di diete povere in grassi il controllo della patologia beneficia dell’integrazione con EPA+DHA ad un dosaggio di 120 mg X Peso corporeo75 ( per un cane di 10 Kg corrisponde a 675 mg al giorno)
  6. Infiammazione intestinale cronica (IBD): Il dosaggio impiegato è di 125mg X Peso corporeo0.75 (per un cane di 10 Kg corrisponde a 703 mg al giorno)
  7. Patologie tumorali: Diversi studi in medicina umana suggeriscono una azione coadiuvante degli Omega 3 nel controllo di diverse patologie tumorali ( colon, mammella, prostata ed altre). Cani affetti da linfoma rispondono favorevolmente all’impiego di 29 gr di EPA +24 gr di DHA per 1Kg di dieta disidratata ( intesa come sostanza secca cioè alimento cui è stata tolta l’acqua).

 

Effetti avversi da eccesso di EPA+DHA nella dieta

  1. Possibile alterazione del normale processo della coagulazione sanguigna (alterata aggregazione delle piastrine). Da considerare anche l’Interferenza con diversi farmaci che di per sé possono alterare la coagulazione ( es Aspirina ed altri antinfiammatori non steroidei).
  2. Alcuni individui possono mal digerire questi grassi con conseguenti episodi diarroici
  3. Rallentata cicatrizzazione delle ferite dovuta all’attività antinfiammatoria di EPA e DHA perché risulta diminuito il segnale che richiama nella zona interessata cellule della serie bianca.
  4. Eccessiva formazione di radicali liberi che si possono verificare nel prodotto prima della somministrazione (irrancidimento) oppure nell’organismo dopo la somministrazione con effetti negativi sul fegato ( steatosi), retina e muscoli (debolezza). L’integrazione del prodotto e della dieta con Vitamina E protegge questi acidi grassi polinsaturi dall’ossidazione.
  5. Aumentata esposizione al rischio di accumulo di metalli pesanti e possibile insorgenza di sintomi neurologici specialmente se la fonte alimentare di ac. grassi è data da predatori marini di grossa taglia (es. Tonno), somministrati all’animale per lunghi periodi di tempo.
  6. L’azione antinfiammatoria potrebbe inficiare la normale risposta immunitaria dell’organismo
  7. L’Interferenza con i meccanismi regolatori della glicemia consigliano un controllo medico nel caso di integrazione in soggetti diabetici

 

Conservazione  degli acidi grassi polinsaturi

Gli acidi grassi polinsaturi sono più suscettibili di irrancidimento perché reagiscono con estrema facilità con l’ossigeno atmosferico. I grassi rancidi sono  molto dannosi per la salute oltre che essere sgradevoli per gusto ed odore (diarree, danni epatici emorragie, danni muscolari, carenze vitaminiche). Occorre quindi prestare molta attenzione, quando si  somministrino cibi preconfezionati, che questi non presentino il caratteristico odore dei grassi irranciditi e particolare attenzione dovrà poi prestare chi prepari in casa la dieta per il proprio animale.

Nel caso di diete casalinghe gli olii andranno sempre aggiunti “a crudo” per evitare che il processo di cottura possa alterarli. Quando si integri il pasto con omega 3 e 6 o comunque con dosi maggiori di acidi grassi essenziali, questi andranno addizionati a dosi giuste di vitamina E che ne previene  l’ossidazione e quindi l’irrancidimento.

Referenze

1.Therapeutic use of fish oils in companion animals John E. Bauer, dvm, phd, dacvn http://www.spes.cl/assets/reference-pets-(cats-dogs-puppies).pdf

2. Lenox CE, Bauer JE. Potential adverse effects of omega-3 fatty acids in dogs and cats. J Vet Intern Med 2013;27:217-226.

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Erika De Filippo Veterinario Specialista Modena

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