Dieta casalinga per il gatto: come abituarlo

Gatti e dieta casalinga

Vorreste  passare ad una dieta casalinga per il vostro gatto? Occorre che sappiate che micio, diffidente ed abitudinario com’è, si preparerà ad un’ardua e spesso snervante sfida..

Il passaggio alla dieta casalinga per il gatto è una corsa a tappe

Se in questo preciso momento il vostro gatto fosse alimentato esclusivamente con cibi preconfezionati mentre voi, presi da un giustificato impulso salutista, vorreste farlo passare ad una dieta casalinga, occorre che sappiate che micio, diffidente ed abitudinario com’è, si preparerà ad un’ardua e spesso snervante sfida. Il problema non si pone in generale con i gatti giovani, che sono curiosi per antonomasia e ancora non sono radicati nelle loro abitudini alimentari, né in quei gatti, giovani, che vengono inseriti in un ambiente in cui preesiste un altro gatto adulto alimentato con dieta casalinga; questi ultimi infatti tenderanno ad emulare le gesta del loro compagno maggiore. Prima di cambiare il regime alimentare occorre pesare il gatto effettuando due o tre stime più o meno alla stessa ora del giorno per approssimare al meglio il peso reale. Una volta cambiato regime alimentare, il peso andrà monitorato almeno una volta a settimana in modo da assestare la dieta quando occorra.

Importante: il gatto deve alimentarsi sempre. Se smette di mangiare desistete. Ne va della sua vita. Pochi giorni di digiuno comportano infatti danni epatici spesso letali.

Il passaggio alla dieta casalinga per il gatto è una corsa a tappe:

1. Somministrate i pasti ad orari fissi

Il primo passo sulla via della transizione alla dieta casalinga consiste nel cambiare il regime di somministrazione dei pasti. Il cibo non potrà più essere lasciato a disposizione del gatto per tutta la giornata, ma andrà suddiviso in tre quattro pasti ad orari fissi per l’adulto, che potranno essere anche sei nel cucciolo in crescita.  Il pasto andrà lasciato a disposizione per non più di quaranta minuti e poi andrà eliminato in modo da indurre, durante l’intervallo fra un pasto e l’altro, un vago senso di fame.

2. Eliminate gradualmente il cibo secco

E’ generalmente più semplice abituare alle diete casalinghe quei gatti che vengono  alimentati principalmente con cibi umidi rispetto a quelli che mangiano quasi esclusivamente cibo secco (crocchette, croccantini). Il problema è che bisogna far loro capire che anche quello che gli state servendo in alternativa alle crocchette è cibo e, per farlo, occorreranno tempo e pazienza. Il primo step sarà quindi quello di passare dall’alimentazione secca a quella umida per cui uno dei pasti pomeridiani si baserà sull’uso di alimento umido (preconfezionato, almeno nelle prime fasi). Per incentivare il gatto ad assumere il cibo umido possono essere addizionate ad esso alcune crocchette in modo che si abitui via via all’odore. Il cibo umido sarà posto in un piatto con qualche crocchetta sopra. Si possono utilizzare anche gli omogeneizzati di carne per bambini che sono collosi e quindi aderiscono alla crocchetta insaporendola. Non è detto che il cibo umido che avete scelto piaccia al gatto, perciò fate delle prove variandone la qualità. L’equilibrio in questa fase è estremamente labile perciò è bene non usare cibi umidi particolarmente odorosi, come il pesce, perché potrebbero determinare un rifiuto reciso del micio. Meglio quindi utilizzare alimenti umidi a base di pollo o coniglio che forse risveglieranno in lui l’ancestrale memoria della preda. Quando sarete riusciti a cambiare per intero la composizione di un pasto potrete dirvi quasi “a campo vinto”, si tratterà solo di sostituire gli altri pasti con una certa gradualità. Una raccomandazione importante: durante tutto questo periodo il cibo secco presente in casa andrà conservato in contenitori ermetici e posto in un luogo a cui il gatto non abbia accesso per evitare inutili capricci che potrebbero tramutarsi in una vostra sconfitta. Ricordatevi che il vostro gatto ha un olfatto sviluppatissimo.  La prima fase di cambiamento che porta a scandire gli orari dei pasti di solito richiede da una a tre settimane e per arrivare alla sostituzione con cibo umido a volte occorrono anche alcuni mesi.

3. Introducete la dieta casalinga per il gatto

Siamo a buon punto:  ora che il gatto ha imparato a mangiare i cibi umidi non resta che proporgli la pappa fatta da noi. Provate a mettere un po’ di questa nello stesso piatto in cui mettete l’alimento umido preconfezionato cui l’avete abituato: non importa che il testone la mangi, almeno i primi giorni, ma è importante che cominci a considerare l’idea. Ripetete l’esperimento più volte, anche a cicli, e vedete come si comporta. Successivamente provate a miscelare piccole quantità di pappa fatta in casa (1/2 cucchiaino) a quella preconfezionata e, se il gatto non la disdegna, aumentate progressivamente la dose sino a sostituirla completamente nell’arco di qualche settimana. Per le prime volte, magari, aggiungete solo la carne o le frattaglie, finemente tritate (non frullate) con cui comporrete la futura dieta casalinga perché sono i componenti più appetibili. In questo modo il gatto si abituerà oltre che al gusto anche alla nuova consistenza del cibo. Gli alimenti che il gatto tende a gradire meno, o quelli a cui non è abituato proprio per consistenza, andranno introdotti solo verso la fine. Fra questi annoveriamo le parti di carne contenenti connettivi e/o ossicini sminuzzati (non le ossa lunghe) ed i carboidrati (riso, pastina etc.)

Potrete farvi aiutare da sostanze appetibilizzanti  come il fegato  il lardo e l’origano fresco. Anche prodotti commerciali come  il Fortiflora (un probiotico intestinale), può fungere da appetibilizzante.

Non vi scoraggiate e siate pazienti, solo in alcuni casi rari il passaggio alla dieta casalinga per il gatto è indolore e rapido. Buona fortuna.