Cure del cucciolo orfano

Allattamento cucciolo

Le fasi critiche durante la crescita di un cucciolo sono tre e tutte queste tre fasi sono accomunate dalla necessità di una particolare attenzione riguardo al capitolo dell’alimentazione dedicata.

Le fasi critiche durante la crescita di un cucciolo sono tre e tutte queste tre fasi sono accomunate dalla necessità di una particolare attenzione riguardo al capitolo dell’alimentazione dedicata.

Il primo momento critico si ha subito dopo la nascita, con il passaggio dall’alimentazione materno fetale a quella autonoma, (prima i nutrienti venivano passati al feto tramite il circolo materno fetale, ora il cucciolo deve imparare ad assumere latte). In questa fase svolgono un ruolo fondamentale, per quel che riguarderà lo sviluppo futuro dei cuccioli, i tre fattori che seguono: stato di nutrizione e condizioni di salute della gestante, carattere e comportamento della puerpera, ambiente idoneo, dedicato ad allattamento e svezzamento ( igiene dei locali, temperatura, tasso di umidità, tranquillità, sicurezza, interazione sociale etc.)

Un secondo momento di criticità è rappresentato dallo svezzamento, in cui dal latte, il cucciolo deve passare ad un’alimentazione solida o semisolida, costituita da varie fonti di nutrienti.

Terzo ed ultimo periodo di criticità è quello che va dallo svezzamento al compimento del primo anno d’età, periodo nel quale, nella maggior parte delle razze, si completa la crescita e la maturazione dell’apparato scheletrico. E’ noto come tale periodo sia particolarmente complicato dal punto di vista alimentare in special modo nelle razze giganti, per le quali è ormai appurato che alimentazioni inappropriate sono la causa più importante, oltre alla predisposizione genetica, di patologie scheletriche anche molto gravi.

Capita purtroppo, a volte anche in seguito a complicazioni durante il parto, che i cuccioli restino orfani. Non necessariamente ciò implica la morte della madre, a volte più semplicemente, può essere inabile all’allattamento o per motivi organici o per motivi caratteriali e comportamentali. Orfano può essere anche uno fra i vari cuccioli che la madre allontana ritenendolo  poco vitale, magari anche solo per un suo calo temporaneo di temperatura che non necessariamente è indice di patologie irreversibili (cucciolo partorito sul pavimento freddo da cagna particolarmente agitata, spesso primipara o eccessivamente distratta magari da cure inadatte da parte del proprietario). Che fare in questi casi? E’ chiaro che il proprietario deve svolgere tutte le mansioni materne sostituendosi in toto alla madre assente, e garantendo al cucciolo oltre ad un’alimentazione corretta, anche un ambiente a lui adatto (dovrà anche occuparsi dell’igiene e della stimolazione del cucciolo alle funzioni di defecazione e minzione, cacca e pipì, insomma!).

Se il proprietario, neogenitore interspecifico, farà tutto per benino, le possibilità che il cucciolo sopravviva saranno altissime a patto che, e qui occorre il veterinario, sia la madre che il cucciolo siano (o fossero) in salute.

Le prime 12 settimane di vita del cucciolo sono suddivise in tre periodi: neonatale, periodo di transizione, periodo della socializzazione.

1.Periodo neonatale: va dalla nascita al momento in cui il cucciolo apre gli occhi in seconda settimana (13° giorno). In questa fase le uniche attività del cucciolo sono: mangiare e dormire. Bisogna controllare che la suzione sia attiva, vigorosa e bisogna controllare che alla fine della poppata, il pancino del cucciolo sia pieno. Subito dopo la poppata il cucciolo si addormenta, sua attività principale, ma il sonno è turbato da movimenti che non hanno nulla a che fare con i brividi. Tale tipo di sonno è detto “sonno attivato” ed è indice di vitalità. Bisogna sospettare di un cucciolo che dorma in maniera profonda e silenziosa, perché probabilmente ha qualcosa che non va. Durante l’arco della giornata il cucciolo può piangere. Ci si deve preoccupare solo quando il lamento diventa insistente continuo e stridulo.

 Il tipo di placenta che connette la donna al suo bambino è molto diverso da quello che mette in relazione la cagna con i suoi cuccioli, infatti, mentre nella prima si può avere un passaggio di grosse molecole, come gli anticorpi, nella seconda questo non avviene perché le connessioni materno fetali sono più superficiali. Il cucciolo di cane acquisisce immunità, nei confronti degli agenti patogeni dell’ambiente in cui la mamma ha vissuto da almeno 20 giorni prima del parto (20 è il tempo utile a produrre anticorpi e per questo le gestanti non andrebbero spostate dal proprio ambiente oltre questa data), tramite un particolare latte che la mamma produce nella settimana immediatamente successiva al parto: il Colostro.

Questo latte è ricchissimo di anticorpi e durante questo periodo la parete intestinale del cucciolo è più permeabile in modo da garantire l’assorbimento di queste sostanze. Se  il cucciolo non potesse assumere naturalmente il colostro esso andrebbe fornito artificialmente (esistono preparazioni commerciali, oppure si può, quando sia possibile, somministrare siero materno per iniezione). Il colostro ha caratteristiche organolettiche diverse dal latte, è infatti più denso ed appiccicoso.

In seconda settimana si assiste ad una variazione marcata nella composizione del latte che assume l’aspetto che tutti conosciamo. L’allattamento artificiale si baserà sull’uso o di un latte commerciale  che dovrà essere di ottima qualità, oppure, quando questo difetti, si potrà formularne uno seguendo una ricetta precisa:

1. Latte parzialmente scremato:  800 ml

2. Panna al 12% in grassi:              200 ml

3. Farina d’ossa * :                           6 g

4. Acido citrico*:                              4 g

5. Rosso d’uovo :                              1

6. Vit. A :                                            2000 UI

(*la farina d’ossa può essere sostituita dal carbonato di calcio in ragione di 0.5 gr questo e l’acido citrico, come la vitamina A possono essere acquistati in farmacia).

Il latte (confezionato o preparato in casa) va riscaldato sino a 38°C in modo che il cucciolo lo assuma ad una temperatura simile a quella corporea della madre.  Il numero delle poppate deve essere maggiore di quattro e queste vanno effettuate ad intervalli regolari nell’arco della giornata (generalmente quando i cuccioli hanno fame si fanno sentire!). I piccolini devono poter succhiare sino a quando ne hanno a sufficienza, non si deve mai spremere il biberon per velocizzare il pasto perché parte del latte potrebbe finire nell’albero respiratorio con conseguenze fatali. Per agevolare la deglutizione i cuccioli vanno tenuti in posizione naturale, cioè a pancia in giù, a testa sollevata come se si allattassero dal capezzolo della mamma, ma ci sono anche dei ribelli che preferiscono star supini; in questo caso è bene che il flusso del latte dalla tettarella sia regolato goccia a goccia e non a getto.

Durante la poppata, o subito dopo, l’addome e l’area del culetto  del cucciolo andranno massaggiati con un batuffolo di cotone, meglio se imbevuto in acqua tiepida, con lenti movimenti circolari in senso orario, per stimolare la defecazione e la minzione, cosa che normalmente la mamma farebbe con la lingua.          

2. Periodo di transizione: intercorre dal momento in cui i cuccioli aprono gli occhi sino alla terza settimana (dal 13°al 21° giorno). I cuccioli non sentono ma vedono, infatti le orecchie si aprono fra il 12°ed il 17° giorno  ma solo a verso dalla fine della terza settimana cominciano a reagire agli stimoli uditivi. In questa fase non si lamentano più insistentemente né quando hanno fame, né quando vengono allontanati dagli altri cuccioli ma sono in grado di capire, e si lamentano, quando vengono posti in ambiente a loro non familiare anche se dotato di tutti i confort. Iniziano i primi giochi e imparano a scodinzolare. Se aprite la bocca ai cucciolotti già nel corso della terza settimana potrete assistere all’eruzione dei dentini da latte. In questo periodo poi, impareranno a fare cacca e pipì in maniera autonoma e questo non è un vantaggio almeno nei primi tempi, cioè fino a quando non dedicheranno un angoletto della nursery a tale scopo. Già in questa fase si può provare a somministrare il latte in una ciotolina perché, fra le grandi scoperte  che fanno, c’è quella di sapere leccare. Per accelerare lo svezzamento il latte può essere integrato con piccole quantità di alimento solido.

3. Periodo di socializzazione: si protrae sino alla dodicesima settimana. In questo periodo è fondamentale incentivare i rapporti sociali fra i vari membri della cucciolata e fra questi e i membri umani del branco. In questa fase iniziano le scaramucce giocose per l’affermazione della supremazia gerarchica, hanno imparato a dovere a sporcare lontano dal luogo in cui riposano, e sviluppano sempre più i rapporti sociali. In questa fase sono perfettamente svezzati e si alimentano in maniera completamente autonoma.

Durante tutto il periodo che porta allo svezzamento vanno rigorosamente monitorati due parametri importantissimi che sono l’accrescimento ponderale e la temperatura corporea rettale che va misurata anche tutti i giorni.

Temperatura corporea del cucciolo:

A 24 ore dal parto: 34.7-36.3°C

I-II settimana: 34.5-37.2

II-IV settimana: 36-37.8

Oltre la IV settimana: 37.8-38.3

Incremento ponderale giornaliero del peso (% o in grammi)

I settimana : dal 5 al 10%

II-IV settimana : Dal 3.5 al 6%

V-X settimana : 2 g x kg peso da adulto (*)

Oltre X settimana : 2-4 g x kg peso da adulto

(*) poniamo si tratti di cuccioli di cocker che da adulti avranno un peso approssimativo di 15 Kg in questa fase dovranno aumentare di circa 30 g al giorno.